ovh fireSe vi state chiedendo perché vi siete imbattuti in alcuni siti down proprio oggi? C'è una spiegazione,nel corso della notte, intorno alle 3, un incendio si è sviluppato all'interno di uno dei datacenter più grandi d'Europa, a Strasburgo. Le fiamme hanno avviluppato alcuni degli edifici ( SBG1, SBG2, SBG3, SBG4) che compongono il complesso di proprietà della società francese OVH, distruggendo migliaia di server e causando l'interruzione del servizio anche di quelli che sono scampati all'incendio, facendo così sprofondare nel buio tutti i domini che vi si appoggiano (tra cui anche alcuni italiani). Attualmente è ancora difficile fare una stima precisa dei danni e una lista delle centinaia di siti down.

La buona notizia è che nessuno dei dipendenti che si trovavano all'interno degli edifici ha riportato ferite: si sono messi in salvo dopo aver allertato i vigili del fuoco, che sono stati poi impegnati tutta la notte nell'impresa di domare le fiamme che hanno acceso il cielo di Strasburgo, come si può vedere dalle impressionanti immagini qui sotto.

ovh fire2

OVH è una stabile realtà (anche io ho parecchie macchine hostate da loro), forse il terzo più grande player di soluzioni di hosting e VPS mondiale, OVH è un acronimo di On Vous Héberge ("noi vi ospitiamo"), ed è una società che ha sede in Francia, a Roubaix, ma i suoi 17 datacenter sono sparti per tutta l'Europa, e inglobano un totale di 250 mila server che offrono servizi a 17 Paesi, tra cui l'Italia, la Francia, la Germania, l'Irlanda, la Polonia, il Regno Unito, il Canada e gli Stati Uniti.

Spesso appoggiarsi esclusivamente a soluzioni cloud non è sufficiente, un buon piano di Disaster Recovery e di backup dai dati può salvari!
Pensa se ti fossi affidato solo a una soluzione esterna "perchè loro sono più bravi" e in una situazione simile, avresti potuto rischiare di perdere dati e bloccare il tuo business? Perchè allora non essere indipendenti e rendere il tuo business e la tua struttura informatica iperconvergente ed ibrida?

 

whatsappWhatsApp ha comunicato lo scorso fine settimana che gli utenti vedranno un banner contenente maggiori informazioni sulla nuova policy della privacy e i nuovi termini d’uso del servizio. Ma cosa succede se non vengono accettate le modifiche che entreranno in vigore il 15 maggio?

WhatsApp consentirà solo chiamate e notifiche

WhatsApp ha specificato che chiederà agli utenti di leggere le modifiche e di accettarle entro il 15 maggio per avere la piena funzionalità del servizio. Se gli utenti non accetteranno i nuovi termini, l’account non verrà eliminato, ma non sarà possibile utilizzare tutte le funzionalità.

Una nuova pagina nelle FAQ spiega che, per un breve periodo di tempo, gli utenti potranno ancora ricevere chiamate e notifiche, ma non potranno leggere o inviare messaggi. Sarà possibile accettare le modifiche anche dopo il 15 maggio. A partire da questa data entrerà tuttavia in vigore la policy sugli account inattivi. Se non viene effettuato l’accesso per 120 giorni, l’account sarà eliminato.

WhatsApp sottolinea che prima del 15 maggio è possibile esportare la cronologia delle chat e scaricare il rapporto dell’account (informazioni e impostazioni). È ovviamente possibile cancellare l’account, ad esempio se l’utente vuole utilizzare servizi concorrenti, ma ciò comporta l’eliminazione della cronologia dei messaggi, l’eliminazione dei backup e la rimozione da tutti i gruppi.

I nuovi termini del servizio e le modifiche alla policy della privacy riguardano le conversazioni tra aziende e clienti. I partner commerciali offriranno la possibilità di effettuare acquisti tramite WhatsApp e assistenza pre/post vendita. Nessun dato degli utenti verrà condiviso con Facebook.

Non è il caso di valutare altri sistemi di messaggistica se le nuove policy non ci aggradano??

Basta scuse!!! non passavi a Telegram per paura di perdere le tue chat, cronologie o file scambiati con gli amici??? A partire da qualche giorno, tutti possono portare la loro cronologia chat - inclusi video e documenti - su Telegram da app come WhatsApp, Line e KakaoTalk. Questo funziona sia per le chat private che per i gruppi!
Qui l'annuncio ufficiale e le info per effettuare il passaggio facilmente.

telegram app

 

 

WhatsApp non fa ammenda, ma fa comunque un passo indietro: la discussa policy per la gestione dei dati subisce una battuta d’arresto e viene spostata di tre mesi, lasciando così agli utenti molto tempo in più per capire (ed al gruppo molto tempo in più per spiegare). La polemica viene congelata con un rinvio, insomma, ma anche con un linguaggio che lascia trapelare una certa acrimonia nei confronti di quanti hanno riportato in modo inesatto ciò che stava per accadere.

Nel frattempo agli utenti giungono piene rassicurazioni: nessun account sarà rimosso o cancellato, nessuna forzatura sarà portata avanti né oggi, né l’8 febbraio, né in seguito. Da oggi inizia un tentativo di riappacificazione per tutti i transfughi che in queste ore hanno sentito le sirene di Signal o Telegram ed hanno pensato di migrare le proprie comunicazioni.

WhatsApp, policy rinviata
A pesare su quanto accaduto c’è sicuramente la storia di Facebook, gruppo chiaramente famelico di dati, nonché l’improvvisa richiesta di accettare un’informativa che pochi hanno letto e ancor di meno hanno compreso. L’intervento del Garante Privacy italiano è stato in tal senso tempestivo e chirurgico nell’identificare le mancanze di WhatsApp: testo poco chiaro, scarsa trasparenza ed una conseguente mancata libertà di scelta da parte dell’utenza. Ecco perché il Garante ha spostato la discussione sul campo europeo (alzando quindi la posta) e minacciando interventi d’emergenza.

Per una volta una battaglia vinta! ma la guerra è lunga....

whatsappUn messaggio avvisa dei nuovi termini di servizio ma la app fa sapere che non ha intenzione di condividere “i dati degli utenti WhatsApp dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità”

Potrebbe esservi già arrivato, oppure arriverà nelle prossime ore. È un messaggio Whatsapp che invita ad accettare i nuovi termini di servizio e le norme sulla privacy. Ebbene, chi rifiuta non potrà più usare la app di messaggistica dal prossimo 8 febbraio. “Toccando ‘accetto’, accetti i nuovi termini e l’informativa sulla privacy, che entreranno in vigore l′8 febbraio 2021. Dopo questa data, dovrai accettare questi aggiornamenti per continuare a utilizzare WhatsApp. Puoi anche visitare il centro assistenza se preferisci eliminare il tuo account e desideri ulteriori informazioni“, questo il messaggio completo. Ma le spiegazioni fornite specificano che “non ci saranno cambiamenti nella condivisione dei dati con Facebook in merito alle chat non business e alle informazioni sull’account e, per quanto riguarda la messaggistica aziendale, non stiamo imponendo agli utenti di condividere i dati”. In breve, Whatsapp non ha intenzione di condividere “i dati degli utenti WhatsApp dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità”.

Ma il Garante per la privacy chiede chiarimenti e si dice pronto a intervenire "in via d'urgenza".... Per il Garante della privacy i termini di WhatsApp sono "poco chiari e intelligibili" (e sono d'accordo) e non permettono agli utenti una scelta "libera e consapevole".